Presidente Conte,

come Le avevo promesso in questi giorni di “tag” su fb di cui probabilmente lei non avrà visto nulla, come, credo, anche se mi dispiace, non leggerà nemmeno una riga di questa lettera, Le scrivo a cuore aperto con mille sensazioni che si alternano l’una all’altra; delusione, tristezza, stanchezza, amarezza, rabbia, odio….

Non sono più una bambina ma non sono nemmeno “anziana”; non sono finita…sono in quel lasso di età, come tanti con me che al giorno d’oggi o si è figli di papà o non puoi essere nessuno perchè chi dovrebbe aiutarci, cioè Lei in questo in caso, probabilmente ha altro da fare che pensare a una generazione anni 80′, e siamo tanti, che potrebbe dare molto ma alla fine, per la società, non vale un fico secco.

Sa Sig. Conte, ho avuto la fortuna di avere dei nonni che, nonostante fossero nati durante la prima guerra mondiale e fossero stati giovani durante la seconda mondiale, sono sopravvissuti comunque fra mille problemi, si sono sposati, si sono fatti una famiglia e hanno cresciuto tra i cinque nipoti, me. Io che ho imparato i valori della vita da due persone che ora non ci sono più ma che hanno visto la loro vita cambiare repentina, io che ho imparato il valore delle piccole cose anche se crescendo, in adolescenza, le accantoni ma ti ripeti sempre che a tuo figlio le tramanderai, io che ho amato fino all’ultimo respiro quei due nonni così amorevoli senza condizioni. Beh, a 39 anni suonati glielo dice Lei a suo figlio ciò che avrei voluto dire io al mio? Perchè un figlio non ce l’ho. Come potrei? Si faccia due domande…

D’altro canto ho anche altri due nonni che, grazie sopratutto alla nonna, di origini pastorizie, ho imparato l’arte del sapersi arrangiare. Di certo non morirei di fame o poco meno. Non viviamo in città ma in montagna, in Piemonte e ciò che Lei crede che possa valere per tutt’Italia è un errore madornale e mi stupisce perchè a questo punto credo che un ripasso a scuola di geografia Le sia quantomeno dovuto. Lei ha il DOVERE di pensare a TUTTI gli italiani e non esistono solo le città ma anche i paesi e i paesini di montagna. La invito volentieri a venire qui dove vivo io per farLe conoscere la nostra realtà perchè è ben diversa da quella che si prospetta nelle città. E se lei chiude tutto e fa un pò quel che gli pare buttando nel mazzo l’Italia intera, mi dispiace, ma sta commettendo un errore madornale che pagherà a caro prezzo. Se il suo paese non produce, nella merda non ci andiamo solo noi ma anche Lei. E non si attacchi ai soldi perchè rendono solo ciechi. Lei è un professore, il cervello dovrebbe averlo, lo usi. E’ utile.

In uno dei tanti “tag” di fb Le avevo scritto di iniziare a documentarsi sul cosa voleva dire IPEREFFICIENTE MENTALE perchè io lo sono. Bene, non lo avrà fatto ma non importa, poco male, ci penso io. Partiamo dalle mie sensazioni: delusa.

Delusa da un governo che chiude strutture ristorative ad esempio ( io faccio parte di questa categoria). Sono personal chef, consulente, chef, formatrice. Grazie a Lei nessuno mi assume. Come personal chef? Me lo dica Lei se posso lavorare perchè ogni volta che fa una diretta non si capisce nulla se non che chiude qualcosa. Inoltre, perchè proprio alle 18? Il virus si mette il vestito bello ed esce a cena quando sappiamo tutti che l’incidenza dei contagi nei ristoranti, bar con ristorazione, etc è stato pari a zero? Prima fa spendere soldi per mettere tutto in regola, per lavorare e poi chiude? Ancora una volta Lei si è basato solo sulle grandi città e ancora una volta La invito a venire in Valsesia da me e La porto a vedere cosa c’è da chiudere: NIENTE!

Triste perchè a 39 anni non ho concluso nulla di concreto. Non ho più i miei cardini, i nonni, non ho un figlio, vorrei diplomarmi ma non posso, costa e per farlo dovrei fare un finanziamento. Potrei, certo ma il mio vero lavoro non ce l’ho, Lei chiude e chi vuole una Chef? Lavoro per le agenzie interinali, oggi si e domani non lo so. Sono, appunto, iperefficiente mentale, ho un cervello iperattivo, so che potrei fare questo e altro ma non posso. A lei piace andare in tv, promette ma poi….

Sono stanca di combattere ogni giorno con le mie patologie. Sono invalida al 75% ma Lei fa leggi strane. I medicinali me li pago lo stesso, per ogni minima petta bisogna prenotare e aspettare di morire, ho un collocamento mirato che non mi serve a nulla. Lavoro con i dolori, non dormo per l’ansia di come sarà il giorno dopo, sono affetta dalla sindrome fibromialgica (ah se solo sapesse cosa vuol dire) ma voi del governo preferite riconoscere un trans che vuole cambiare sesso e dargli gratuitamente i medicinali e me (noi) no! Ogni volta che mi reco in farmacia sono 60/70€, è una vergogna! Stanca di lottare per avere ciò che mi dovrebbe spettare di diritto, stanca di non sorridere mai, stanca di avere sempre il magone, stanca di sentirmi sempre sola e inutile, stanca di dover ogni giorno pensare, pensare e pensare….

L’amarezza di vivere in un paese per cui, un tempo, avevano lottato per renderlo sano, libero, bello, glorioso. Ora, agli occhi del mondo, siamo la feccia. Ormai tutti i diritti ce li state togliendo, il paese sta diventando una lattrina. Mio nonno non aveva di certo combattuto per arrivare a questo. Era un alpino, fiera di essere stata sua nipote.

Rabbia? Dovessi scriveLe qui tutto ciò che sento in questo momento mi esploderebbe il cervello. Riassumiamo: non ho un figlio e non so se mai arriverà e se mai avrò il coraggio di metterlo al mondo in un caos come questo dove la maggior parte delle informazioni sono frottole. Avevo tanti sogni ma ho fatto prima a rimetterli nel cassettino di quella bambina di tanti tanti anni fa, li sono più al sicuro. Mi sarebbe piaciuto aprire un piccolo ristorante, per colpa sua fallirei dopo cinque minuti. Mi sarebbe piaciuto avere un diploma con una scuola scelta da me ma per colpa sua il lavoro manca, non ce nè più. Amo parlare le lingue straniere, per lo spagnolo sono stata fortunata, ho lavoricchiato in Spagna, ci ho viaggiato, lo studio da sola ma le altre lingue? Lei ha una casa di proprietà? Piacerebbe anche a me sa? Ma non posso. Costa troppo. Con cosa la paghiamo io e il mio compagno? Voi in poltrona la fate facile ma la vita vera è un’altra sa?

Odio la paura mediatica che state inculcando nelle menti degli italiani, odio i manipolatori obsoleti e poco furbi che siete perchè fortunatamente non tutti siamo delle capre, odio chi si riesce a farsi sottomettere da un sistema (che crollerà) perchè stanno diventando persone peggiori, persone che volete voi.

Le ricordo, Signor Presidente, che l’Italia è fondata sulla DEMOCRAZIA, LIBERTA’ DI PAROLA E PENSIERO…non può toglierci chi siamo, noi siamo ITALIANI!

Sonia